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Vodice finestra fureria  con dedica.



Ricordo del Maresciallo Michele Santoro

Bolzano,31 gennaio 2013


Aderisco con molto piacere all'invito di Giorgio Tribotti di pubblicare sul sito della Compagnia Genio Pionieri della Tridentina un mio ricordo.
Sono stato bloccato molto tempo davanti al foglio bianco per richiamare i ricordi e poi essi si sono presentati con irruenza e sono rotolati come le arance che fuoriescono dal sacchetto rotto del supermercato e corrono veloci su una strada in discesa.

Agosto 68  Santoro, lesina, Zaccaria, Margarito e Cassiodoro. Mi è molto dispiaciuto non essere stato presente all'ultimo saluto ma nessuno mi aveva detto nulla, ne sono venuto a conoscenza in maniera del tutto occasionale durante una mia visita a Treviso dal Gen. Cicolin .
Ne sono rimasto molto colpito e tornando a Bolzano ho chiamato la Signora Armida per esprimerle il mio cordoglio: fu piuttosto gelida forse non mi credette. Pazienza ma ciò non toglie nulla alla stima ed al profondo rispetto ed affetto che nutrivo per Santoro!!

Le mie note sulla persona verranno indicate sotto forma di episodi che si sono succeduti sia nel periodo in cui Michele fu alle mie dirette dipendenze sia nei miei contatti successivi.

L'ARRIVO

Nel luglio 1965 la Compagnia si trovava attendata in prossimità del Lago di Dobbiaco quando giunse assegnato da Bologna questo sottufficiale di ridotte dimensioni fisiche ma con uno sguardo arguto e volitivo, con una voce di gola ma sonante. Dallo stesso reparto erano precedentemente già giunti altri due sottufficiali con le stesse caratteristiche fisiche ma con caratteri e comportamenti molto diversi. Ero in procinto di assumere il comando della compagnia che avvenne il 10 agosto 1965. Avevo avuto dei rapporti molto conflittuali con uno dei due sottufficiali giunti in precedenza ( Mar. Renato Urbinelli) cui era stato affidato l'incarico di addetto ai materiali. I conflitti nascevano dal modo in cui il sottufficiale gestiva i materiali d'impiego. Il materiale doveva rimanere il più possibile nei magazzini per evitare il lavoro di gestione degli stessi, inevitabile compilazione di: verbali di fuori uso, richieste di reintegro, cioè dare la possibilità ai pionieri di avere un vestiario idoneo alle varie esigenze. Così era frequente che mentre i militari in attività esterne avessero un equipaggiamento misero e scalcagnato, i magazzini rigurgitavano di materiale nuovo ed efficiente. I pionieri erano gli unici che durante le escursioni invernali non disponevano ad esempio di sacchi a pelo già da tempo in dotazione agli altri reparti della Brigata. Chi non ricorda le orribili coperte da campo che a tutto servivano tranne che a riparare dal freddo?

Di tutti queste mie considerazioni ne feci parte Santoro scoprendo una identità di vedute. Così diventato comandante ed avendo segnalato il Festa cgp Urbinelli santoro  67-70.precedente consegnatario per un incarico presso un ente di Bolzano, nominai Michele nuovo addetto ai materiali. Da qui nacque la nostra collaborazione che consentì alla compagnia di essere sempre in prima linea per quanto riguardava sia l'equipaggiamento sia per l'acquisizione di nuovi materiali e relativa riparazione di attrezzature specifiche del genio, dai materiali da ponte, teleferiche tende per l'impiego della compagnia durante i lunghi periodi in attività lavorative. Fu un periodo molto attivo e Santoro non stava mai fermo era sempre in giro: dai magazzini di Bolzano a quelli di Peschiera fino ad arrivare a Pizzighettone. Non c'era viaggio da cui non tornasse con delle novità e provviste. Splendidi furono i momenti antecedenti la partecipazione della Compagnia alla sfilate a Roma ai Fori Imperiali il 2 giugno 1967: il reparto si presentò a quella manifestazione in modo ineccepibile, non sembravano più quei poveri genieri scherno degli alpini ed artiglieri ma orgogliosi, fieri e consci della loro appartenenza ad un reparto apprezzato e stimato da tutti.
Tutto ciò fu possibile per la dedizione completa del Maresciallo Santoro al suo incarico ricevendo piena stima e fiducia da tutti i superiori diretti ed indiretti.

ISPEZIONE AMMINISTRATIVA DAL COMMISSARIATO MILITARE

Nel marzo 1967 la compagnia fu sottoposta ad una ispezione da parte della Autorità centrale del Ministero della Difesa. Assieme all'Ufficiale del Commissariato della Brigata (Magg. Cosimo ANGLANI) si presento un Colonnello del Corpo del Commissariato con un nome che è impossibile Dim enticare: Bibbo CANIO. Era un ufficiale di altri tempi, con occhiali spessi, piuttosto basso e con un “giro vita” ampio. Dopo avere controllato per due settimane di la parte del gestione del danaro e dei viveri con esiti assolutamente ineccepibile volse la sua attenzione alla gestione dei materiali. I due personaggi , Santoro ed il Colonnello si potevano guardare alla stessa altezza, ad ogni osservazione che l'ispettore faceva la voce di Santoro diventava sempre più roca e mi toccava calmarlo prima che desse in escandescenza.
Poi, a merito dell'ufficiale che aveva compreso la limpidezza e l'onestà del Consegnatario, ci fu un chiarimento e le cose procedettero in modo liscio. 40. Ann C G G Santoro Tammaro Benevento in borghese Lesina Sotto Frattini  Cossu figli e consorti. Ma l'ispezione durò circa un mese solo per la parte dei materiali: essa fu molto approfondita ed al termine fu rilasciato una dichiarazione di stima nei confronti Del Maresciallo Santoro.

PRATO PIAZZA Febbraio 1966

In quel tempo la compagnia era impiegata per la costruzione di un osservatorio per le autorità durante un esercitazione cui avrebbe dovuto partecipare oltre al Ministro della Difesa, il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, il Comandante del 4° Corpo d'Armata Alpino, anche il Primo Ministro Francese.
Oltre a questo impegno il reparto avrebbe dovuto tenere aperta anche la strada che da Braies Vecchia conduceva ai resti bruciati del vecchio rifugio di Prato Piazza (ora questo è stato ricostruito ed è molto accogliente) fino alla zona di accesso all'osservatorio stesso. Con la solita energia e con il solito entusiasmo la Compagnia aveva assolto il proprio compito e rientrato alla dislocazione dell'accantonamento si apprestava a riposarsi ed godere dei meritati momenti di svago. Ma.. un cambiamento climatologico aveva modificato queste aspettative. Un rialzo della temperatura aveva reso vano il lavoro fatto dai genieri durante le giornate precedenti. Il Comandante del Btg. Bassano Ten. Col. Forneris( diventato successivamente Gen. di Corpo d'Armata) raggiunse la compagnia nel tardo pomeriggio circa le 18.00 e con piglio molto insolente, come se fosse stata responsabilità del reparto, mi mise al corrente di quanto avvenuto: lo strato di neve dura si era parzialmente sciolto e le campagnole non riuscivano a raggiungere il posto delle autorità. Era necessario provvedere al più presto in quanto al mattino era previsto l'inizio dell'esercitazione. Era buio, fu necessario attivare tutti i genieri disponibili e qui intervenne Santoro che, senza perdersi d'animo, raggiunse velocemente la sede del Btg. Trento a Monguelfo, rintracciò il sottufficiale consegnatario del battaglione, con un buono di prelevamento provvisorio da me firmato in bianco in precedenza si fece Mar Margarito Mar Santoro Serg Bosco .consegnare molti badili ed una enorme quantità di torce a vento. Faccio presente che era Carnevale, martedì grasso!!!
In una notte, illuminati dalle torce, rimettemmo in sesto la strada ma dovemmo fermarci 200 m. prima del punto previsto, ma ciò, malgrado la contrarietà del Forneris che mi minacciò di arresti per non aver portato a termine il compito, fu invece stimata una scelta intelligente dalla maggior parte dei partecipanti per aver consentito loro di fare un piccolo percorso a piedi in un ambiente di favola ai piedi della Croda Rossa di Braies!!!! e ... poi non erano così vecchi da non fare quattro passi a piedi!!

I CANNELLONI DELL'ARMIDA

Più di una volta Santoro mi magnificava i manicaretti della moglie in particolar modo dei cannelloni!! Fu così che una volta, dopo numerose insistenze, accettai l'invito di assaggiare questo piatto prelibato. In verità il piatto mi andò piuttosto di traverso perchè la Signora Armida approfittò della mia presenza per accusarmi di sottrarre il marito alle incombenze casalinghe fino al punto che avevo negato una licenza per motivi di servizio assolutamente improrogabili. Ricordo il dispiacere del sottufficiale ma compresi il disappunto della Signora e cercai di impegnare di meno il marito senza che il servizio ne avesse conseguenze negative. Pausa spaccio.I cannelloni non li ho potuti godere ma la Signora aveva comunque ottenuto il suo scopo ed i cannelloni erano serviti a qualcosa!!

I miei contatti con Santoro si diradarono quando lasciai la compagnia e si ripresentarono quando fui trasferito a Bolzano presso la Direzione Genio Militare e per esigenze relative all'esecuzione di lavori presso il Comando Brigata fu punto di riferimento.

L'ultima volta che l'ho visto fu nel marzo 1994 quando assistemmo alla demolizione della Vodice. A questa triste ma inevitabile occasione parteciparono oltre al sottoscritto il Gen. Vivaldi, Santoro e Cossu. Il maresciallo Santoro è stato un pilastro della compagnia ed i figli potranno essere fieri di quanto il loro padre ha fatto. Non li conosco personalmente, li ho visti piccolissimi in carrozzina, ma sono certo che quanto ho ricordato del loro padre contribuirà a far rimanere il loro ricordo indelebile..

           Gen.B. Renato Pagano

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